Ordine e disciplina

Quanto a coloro per i quali crearsi dei problemi, cominciare e ricominciare, cercare, sbagliare, riprendere tutto da cima a fondo, e trovare ancora il modo di esitare ad ogni passo, coloro, insomma, per i quali lavorare in modo problematico ed in continuo travaglio intellettuale, equivale ad una posizione dimissionaria, be’, non siamo, chiaramente, dello stesso pianeta.”
[Michel Foucault]

Bel programma di vita, è quello che si prospetta per chi nasce di indole sentimentale interiormente, sensuale nei tratti e nei modi esteriori, ma in un ambiente familiare ligio a regole e gerarchie, già fissate fin dall’antico, da ognuno rispettate, in un ordine mai capovolto, mai messo in discussione… seppure, seppure, non proprio sempre condivise appieno, un po’ anche dagli stessi educatori.
Una sfida, è stata fin qui la mia vita. Ovvero l’impresa di cercare, trovare un equilibrio indispensabile, un’isola che non c’è, un punto d’approdo, dal perpetuo e sofferto balenare e, magari, quando più mi volevo credere serena, tranquilla di essere giunta a realizzare la mia vita vera, venivo invece a constatare che così non era ancora. E forse non è.
Oggi che tutto è cambiato, dai tempi della mia prima giovinezza, che ho perduto la mia famiglia e gli insegnanti più cari e che, dall’alto della mia età matura e delle conquiste che questa comporta, assaporo il gusto di non concedere, se lo voglio, nessun conto alle opinioni altrui su di me, oggi io, sento però costantemente in me, tutto il gravame del contrasto, costruttivo e necessario, fra l’importanza da dare alle onnipresenti regole umane, passate a me da testimone, e l’eguale importanza del non rinunciare per nulla al mondo, alla libertà di esprimere la mia natura per quello che è, anzi, di più, sento il dovere stesso di realizzare le due cose, a garantire una dignità della persona che non sia dimezzata, tarpata.
La sfida non è finita. Confesso che questa condizione genera in me una sensazione piacevole e voluttuosa, la convivenza di due donne contrastanti ed entrambe presenti nel mio carattere.
Ho sempre ricercato i contrasti, ne resto ammirata, in campo estetico e sentimentale; gli arditi abbinamenti, che calamitano l’attenzione e gli sguardi per via della loro “estraneità” di gusto; generano turbamento nei più semplici, turbine nei soggetti più reattivi.
Non è affatto un caso, che la mia favola preferita da bambina era (ed è) quella de “La Bella e la Bestia”. Crescendo, negli anni, sono tornata più volte sulla storia narrata nella fiaba ed ho esaminato nella mia mente, gli aspetti sempre attuali che questa, come tutte le fiabe, presenta; ho fantasticato sulle possibili interpretazioni e variazioni sul tema, in cui il contrasto ha una gran parte; presto attenzione alle varie trasposizioni cinematografiche del racconto, quando posso, con apprezzamento e curiosità verso la regia che c’è dietro ognuna.

Tutto il nostro ragionamento si riduce a cedere al sentimento
[Blaise Pascal, Pensieri]

Insomma, sono affascinata dalla bellezza soggettiva e reale della bestia, dalla sua umanità, nonostante la sua forzata prigionia fisica, che non considero come una condanna o punizione e che non cambierei, dal mio punto di vista, con nessun corpo da uomo comune, “conforme”. Confido di subire il fascino dell’uomo brutto, è da sempre il mio miglior fianco scoperto e spesse volte, pericolosamente mi abbandono…

Bisogna conoscere se stessi: quand’anche ciò non servisse a trovare il vero, serve almeno a regolare la propria vita, e non v’è niente di più giusto.”
[Blaise Pascal, Pensieri]

Oggi, che so meglio chi sono e come sono non soffro più le regole della vita. Le regole le accetto, le cerco, le pratico, le esigo e da me per prima. Ed è in virtù di certe regole, non permetto che si mortifichi e si neghi, quel tratto umano e sensuale che ci è stato giustamente donato e che mirabilmente ci completa; non sono tollerante verso le forzature che rendono la persona inutile e triste; queste sono le regole. Io non voglio tagliare i capelli di Sansone.

Due cose istruiscono l’uomo su tutta la sua natura: l’istinto e l’eperienza.”
[Blaise Pascal, Pensieri]

A ben ripensarci, queste mie affermazioni e prese di posizione, sono in fondo anch’esse il frutto di una educazione attenta al rispetto delle giuste regole, il risultato di una disciplina, che contempla una serie di doveri necessari alla vita stessa, tanto che, uno dopo l’altro, consecutivamente, come anelli di una catena, conducono l’individuo ad un dovere finale, traguardo e scopo dell’educazione stessa: e cioè, conferire la potestà su di sé, il potere di realizzare la propria vita, in completezza. Non è cosa di poco conto e non è facile. Ma si tratta in fondo di un istinto naturale e perciò di un punto di forza, dal quale partire o ripartire, in qualsiasi momento.figurino tuttomaglia

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(morte di Cleopatra) "...insomma, sembrava che il corpo non stesse molto meglio dell'anima. Tuttavia il fascino e la bellezza audace, per cui andava famosa, non erano spenti del tutto." [Plutarco, "Vita di Antonio"] Vedi tutti gli articoli di fede63

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