Piccineria

“Invio a Vostra Eccellenza un occhialino per vedere da vicino le cose minime, dal quale spero che ella sia per prendersi gusto e trattenimento non piccolo; ché così accade a me. Ho tardato a mandarlo, perché non l’ho prima ridotto a perfezione avendo avuto difficoltà nel ritrovare il modo di lavorare i cristalli perfettamente. L’oggetto s’attacca nel cerchio mobile che è nella base, e si va movendo per vederlo tutto, atteso che quello che si vede in un’occhiata è piccola parte. E perché la distanza fra la lente e l’oggetto vuol esser puntualissima, nel guardare gli oggetti che hanno rilievo bisogna poter accostare e discostare il vetro, secondo che si guarda questa o quella parte; perciò il cannoncino è fatto mobile nel suo piede o guida, che dir la vogliamo. Devesi ancora usarlo in aria molto serena e lucida, e meglio è al sole medesimo, ricercandosi che l’oggetto sia illuminato assai. Io ho contemplato moltissimi animalucci con infinita ammirazione; tra i quali la pulce è orribilissima, la zanzara e la tignuola sono bellissime; e con gran contento ho veduto come facciano le mosche ed altri animalucci a camminare attaccati agli specchi ed anche di sotto in su. Ma V.E. avrà campo larghissimo di osservare mille e mille particolari, de’ quali la prego darmi avviso delle cose più curiose. Insomma c’è da contemplare infinitamente la grandezza della natura, e quando sottilmente ella lavora e con quanta indicibile diligenza.”

[da una lettera di Galileo Galilei al principe Federico Cesi]

Desideriamo avere dei bei ricordi da portare con noi, dopo la nostra dipartita da questo mondo, nella nostra “vita seconda”; cose da fare prima della fine di questa vita, o mai più. Per me, devo dire che i primati di grandezza, raggiunti dalla capacità di realizzazione umana, non colpiscono più di tanto la mia curiosità; mi rappresentano non più tanto dei traguardi, ma piuttosto dei limiti, ora ora raggiunti e che, il genio umano supererà, preso o tardi. Sono misure, che vanno per l’oggi, che sono le massime solo fino a quando scadrà il loro primato, perché ad esso se ne sostituirà un altro e un altro ancora e, quello che era il primo, finirà per diventare solo uno fra i primi e così via. Ben altra importanza ha per me, venire a sapere di qualcosa o qualcuno di piccolo, di piccolo in modo particolare, unico: il più piccolo dei tali, il più piccolo che si conosca, il più piccolo della sua specie, fra i suoi simili, ecc. Desidererei, non oggi stesso, ma che sia almeno prima dell’ora mia, che questi miei occhi potessero vedere una volta, dal vero, il colibrì più piccolo al mondo. Vorrei vederlo vivente e, se non proprio nel suo ambiente naturale, almeno in quello riprodotto artificialmente in una voliera (se ciò è fattibile senza inutili sofferenze per la bestiola), il più possibile al naturale, per apprezzarne la sua immensità ed ammirare la sua rarità e perfezione. Rarità e piccineria, hanno da sempre una grande attrattiva su di me. Quando, nella mia infanzia immaginavo di avere nella tasca un minuscolo Pollicino o la miniatura di un qualsiasi altro animale, tanto mi riusciva di crederlo vero nella fantasia, che quasi lo vedevo, lo afferravo, lo tenevo in mano; proprio come facevo realmente con un cucciolo di rospo appena sviluppato o con la piccolissima lucertola appena nata e con quegli argentei pesciolini, che nuotano veloci veloci, sulla riva del mare Adriatico, quasi invisibili, nei pochi centimetri d’acqua bassa, ancora limpida e trasparente nelle prime ore del mattino, irragiati dalla luce del sole. Brillando e cambiando sempre direzione, essi sfuggivano ad ogni reticella, ad ogni tentativo di cattura, ma lo sguardo mio attento li seguiva, affascinato da quegli stessi particolari, comuni alle specie di più grandi dimensioni e qui, tanto più piccoli e perfetti. Minuscole creature della natura, fatte per essere solo guardate. Questa mia simpatia per “il più piccolo che si trovi”, mi ha portata ad incuriosirmi anche delle cose inanimate, oltre che dei fenomeni del mondo animale o vegetale. Conservo ancora, dentro non so bene quale libro, dei piccolissimi quadrifogli essiccati, schiacciati fra le pagine da almeno quarant’anni ed ho, chiuse dentro una scatolina da qualche parte, alcune “microscopiche” conchiglie vuote, grandi pochi millimetri, sottilissime ed eteree, ma esatte rappresentanti in miniatura del loro genere. Non credo che avrò mai la possibilità di ammirare le piccole uova del più piccolo colibrì al mondo e poter vedere come, tanta piccolezza si adoperi a nutrire i suoi piccoli pulcini, forse alla stessa maniera di un grande uccello maestoso. E’ giusto in fondo che tanta grazia, delicata ed unica al mondo, non sia alla portata di tutti e, probabilmente non è per me, ma forse un giorno, chissà…

figurino cappottino“La natura è grande nelle grandi cose, ma è grandissima nelle più piccole.”

[Bernardin de Saint-Pierre]

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(morte di Cleopatra) "...insomma, sembrava che il corpo non stesse molto meglio dell'anima. Tuttavia il fascino e la bellezza audace, per cui andava famosa, non erano spenti del tutto." [Plutarco, "Vita di Antonio"] Vedi tutti gli articoli di fede63

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