Archivi del mese: agosto 2015

Vanità di cuore

“Dignior, plagis quam osculis, non timeo quia amo”

(Più meritevole di percosse che di baci, non temo perché amo)

[Blaise Pascal, “Pensieri“, 551]

Ora che ho preso maggior confidenza con il mio blog, desidero tornare sul tema degli abbinamenti a contrasto (vedi il mio “Ordine e disciplina“).
Cioè cosa? Non proprio e non solo una questione di gusti ovvero non un mero sentire estetico, visivo, ecc… , bensì qualcosa di molto più coinvolgente e di fisico. Ciò che, con la sua apparenza di eccesso, appaga l’intero ventaglio degli umani sensi. Un contrasto è per me esperienza di corporeità e di piacere, prima di tutto fisico.
Golosamente mi adagio e mi cullo, nel piacere di gustare la leccornia data dalla modestia di un uovo al tegamino, felicemente contrapposta in abbinamento alla nobiltà, in stile “nature” – in odore prima ed in sapore poi – delle poche ed essenziali sfogliette di prezioso tartufo bianco, sottili come piumette, sopra adagiatevi, con una attenzione da casualità: petali traslucidi, caduti giù ad uno ad uno, e che altro contatto non cercano se non della semplicità e perfezione di un uovo. E’ uno spettacolo di estrema sensualità, un invito ad approfittare di me stessa, dei miei sensi, godendone il più possibile.
Il contrasto mi permette di esprimere la mia sensualità privata e sincera, è il mio diritto di provare quel brivido (anche se pur sciocco) che in ognuno cova sotto la cenere dell’utile e del serio; è un tuffo nel piacere lecito e non superficiale, al prezzo di una data combinazione di opposti. A volte sono piccoli, piccolissimi gesti, realizzati con pochi mezzi, che creano sensazioni di un attimo, ma per me appaganti, da saziare il mio bisogno di intimità. Sono necessari alla mia naturale vanità.
E’ l’erotismo, che sale su dal rude contrasto, tra la rigidezza del telo da bagno di spugna di cotone, ruvida e tesa, indurito da lavaggio intenso ed asciugatura senza uso di sostanze ammorbidenti (mi sembrerebbe al contrario di servirmi di un oggetto sporco), piegato appena, senza nessuna stiratura, dell’aspetto e della consistenza di una massiccia pergamena: un viso maschile maturo ed irsuto di barba, dritta, dura e ad angolo vivo, come il fil di ferro appena tagliato… e così com’è, posato addosso su di me, ad asciugare la mia pelle morbida e liscia, resa più tenera dall’acqua del bagno, che ho appena lasciato.
Il suo veloce contatto su di me, ha l’effetto di un leggero colpo di scudiscio, sopportabile, “piacevole”, deciso, nell’istante in cui il telo indocile, non passivo, avvolge il mio corpo nudo. A questo punto avviene, che la grinzosità della fibra tessile si intenerisce su di me, mentre io continuo a trarre intimo piacere dal brivido che mi provoca la sua durezza sulla pelle sensibile e dallo stesso gioco di poteri di questo accattivante contrasto, dalla stessa forza della mia debolezza, desiderio, che è poi la mia vittoria finale.
Inizialmente non cedevole, renitente ad aderire alle mie forme fisiche, ad incurvarsi obbediente, il telo da bagno, ammorbidito dalla mia umidità, si piega e cede come una vittima, ad avvolgermi e sfiorarmi tutta, dove io desideri. Ma così perde per sempre la sua iniziale consistenza, che tanto mi è piaciuta: nel contrasto con la mia delicatezza, ha perduto la sua durezza.

figurino ballo liscio“Da quella vista, da quel contrasto anche fra la bellezza della persona e la rusticità del mantello, Tancredi ricevette come una frustata…”

[Tomasi Di Lampedusa, “Il Gattopardo“]


Vita Seconda

“Ciascuno, e massimamente gli spiriti più delicati, sensibili e suscettibili, pervenuto a una certa età ha fatto esperienza in se stesso di più e più caratteri”.

[Giacomo Leopardi, “Zibaldone”]

Non è affatto cosa certa, durante l’arco di nostra vita, il potersi avvalere di una seconda chance, l’occasione di una seconda possibilità di scelta, su fatti e decisioni importanti per il nostro destino, non è ne’ scontata ne’ affatto frequente, come invece ci sarebbe necessaria. Le poche occasioni che la fortuna ci accorda per poter ritornare una volta ancora su quanto già passato, per rivedere le scelte già operate alla luce dell’esperienza diretta, queste preziose e rare occasioni, spesso noi le mandiamo sprecate e, per la seconda volta, ripetiamo l’errore già fatto. Forse qualcuno si ritroverebbe in questa amara constatazione.
Se mi soffermo a riflettere sul mio tempo già passato, ciò che desidero dal destino è una terza chance… E forse qualcuno si ritroverebbe in questa amara constatazione.
Quando mai poi la vita ci dà una terza chance? Sarebbe più facile che un alieno in persona ci telefonasse. Questo non ci scoraggi però. Voglio dire che le risorse di cui è dotata la natura umana sono infinite e sorprendenti e che anzi, sono proprio i nostri errori e la consapevolezza di non poter tornare sui passi sbagliati, a dare maggiore impulso alla creatività, all’inventiva, alla ricerca di soluzioni nuove ed uniche, le quali, una volta gioco-forza inaugurate, diverranno nel tempo comuni e diffuse. Il progresso del genere umano ha origini intime. Infatti, proprio quando questo sale così in alto da raggiungere le vette della genialità, allo stesso tempo scende nell’interiorità più profonda e sconosciuta dell’animo umano, perché è lì che attinge il genio.
In quanti casi capita che la nostra situazione personale sia ormai così compromessa, almeno ai nostri occhi, da non lasciarci più intravedere alcuno spazio di rimedio possibile! Ci sentiamo così, le volte in cui abbandoniamo la ricerca di soluzioni ai nostri problemi per la ricerca di rifugi: terreno pericoloso, preludio alla fuga. Questo atteggiamento mentale ci espone a più di un rischio ed alla meglio, sarà un vaccino tutt’altro che innocuo, che ci lascerà disillusi per il resto della vita.
Oppure può capitare che, nell’operare una scelta personale, più che la disperazione, possa la “pigrizia”; una specie di indolenza e di rilassamento, che ci trasforma in rinunciatari, nei confronti del nostro futuro. Non sempre ne abbiamo consapevolezza e forse, neppure ne siamo responsabili: misteri della salute e della malattia. Ma tant’è, che smettendo di guardare avanti per l’effettiva impossibilità o per l’incapacità nostra di vedere oltre, anzichè procedere verticalmente diritti e diligenti, optiamo per un andamento orizzontale e parallelo, avventurandoci nel doppio di noi stessi; un’altra vita, reale, meno ufficiale di quella fino ad ora vissuta e che continuiamo a vivere a fatica, perché non viene cancellata, ma compensata, da un alter ego, che rende giustizia di ciò che ci opprime. Un po’ come essere “Paperino” e “Paperinik”, l’uno che vive le sue sfortune in piena luce del sole, l’altro che le rende appagate vivendo la sua rivincita occultata nell’ombra.
Che si tratti di piccole innocenti bugie o di semplici segreti celati, che si tratti di veri e propri scheletri nell’armadio, questo fenomeno frequente e diffuso, è pur sempre una nostra risorsa, la quale essendo ben impostata, come frutto della stessa creatività umana, può servire di arricchimento personale e non solo, quasi un valore, da mettere a frutto, secondo un indirizzo che, quando non è patologico e non scade nel degrado e nella pusillanimità, rappresenta una sfida entusiasmante in positivo per ognuno.

figurino boa giallo“Ciascuno di noi è in un certo senso il proprio autore, in quanto sviluppa la parte che gli è assegnata.”

[Rafael Sabatini, “Scaramouche“]