Vanità di cuore

“Dignior, plagis quam osculis, non timeo quia amo”

(Più meritevole di percosse che di baci, non temo perché amo)

[Blaise Pascal, “Pensieri“, 551]

Ora che ho preso maggior confidenza con il mio blog, desidero tornare sul tema degli abbinamenti a contrasto (vedi il mio “Ordine e disciplina“).
Cioè cosa? Non proprio e non solo una questione di gusti ovvero non un mero sentire estetico, visivo, ecc… , bensì qualcosa di molto più coinvolgente e di fisico. Ciò che, con la sua apparenza di eccesso, appaga l’intero ventaglio degli umani sensi. Un contrasto è per me esperienza di corporeità e di piacere, prima di tutto fisico.
Golosamente mi adagio e mi cullo, nel piacere di gustare la leccornia data dalla modestia di un uovo al tegamino, felicemente contrapposta in abbinamento alla nobiltà, in stile “nature” – in odore prima ed in sapore poi – delle poche ed essenziali sfogliette di prezioso tartufo bianco, sottili come piumette, sopra adagiatevi, con una attenzione da casualità: petali traslucidi, caduti giù ad uno ad uno, e che altro contatto non cercano se non della semplicità e perfezione di un uovo. E’ uno spettacolo di estrema sensualità, un invito ad approfittare di me stessa, dei miei sensi, godendone il più possibile.
Il contrasto mi permette di esprimere la mia sensualità privata e sincera, è il mio diritto di provare quel brivido (anche se pur sciocco) che in ognuno cova sotto la cenere dell’utile e del serio; è un tuffo nel piacere lecito e non superficiale, al prezzo di una data combinazione di opposti. A volte sono piccoli, piccolissimi gesti, realizzati con pochi mezzi, che creano sensazioni di un attimo, ma per me appaganti, da saziare il mio bisogno di intimità. Sono necessari alla mia naturale vanità.
E’ l’erotismo, che sale su dal rude contrasto, tra la rigidezza del telo da bagno di spugna di cotone, ruvida e tesa, indurito da lavaggio intenso ed asciugatura senza uso di sostanze ammorbidenti (mi sembrerebbe al contrario di servirmi di un oggetto sporco), piegato appena, senza nessuna stiratura, dell’aspetto e della consistenza di una massiccia pergamena: un viso maschile maturo ed irsuto di barba, dritta, dura e ad angolo vivo, come il fil di ferro appena tagliato… e così com’è, posato addosso su di me, ad asciugare la mia pelle morbida e liscia, resa più tenera dall’acqua del bagno, che ho appena lasciato.
Il suo veloce contatto su di me, ha l’effetto di un leggero colpo di scudiscio, sopportabile, “piacevole”, deciso, nell’istante in cui il telo indocile, non passivo, avvolge il mio corpo nudo. A questo punto avviene, che la grinzosità della fibra tessile si intenerisce su di me, mentre io continuo a trarre intimo piacere dal brivido che mi provoca la sua durezza sulla pelle sensibile e dallo stesso gioco di poteri di questo accattivante contrasto, dalla stessa forza della mia debolezza, desiderio, che è poi la mia vittoria finale.
Inizialmente non cedevole, renitente ad aderire alle mie forme fisiche, ad incurvarsi obbediente, il telo da bagno, ammorbidito dalla mia umidità, si piega e cede come una vittima, ad avvolgermi e sfiorarmi tutta, dove io desideri. Ma così perde per sempre la sua iniziale consistenza, che tanto mi è piaciuta: nel contrasto con la mia delicatezza, ha perduto la sua durezza.

figurino ballo liscio“Da quella vista, da quel contrasto anche fra la bellezza della persona e la rusticità del mantello, Tancredi ricevette come una frustata…”

[Tomasi Di Lampedusa, “Il Gattopardo“]

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(morte di Cleopatra) "...insomma, sembrava che il corpo non stesse molto meglio dell'anima. Tuttavia il fascino e la bellezza audace, per cui andava famosa, non erano spenti del tutto." [Plutarco, "Vita di Antonio"] Vedi tutti gli articoli di fede63

3 responses to “Vanità di cuore

  • mfantuz

    Che dire: scrivi benissimo, mi sa che sei una professionista prestata a noi dilettanti (nel senso che ci dilettiamo a scrivere). Cara Fede un appunto: “…piccoli piccoli gesti…” la ripetizione è voluta?

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    • fede63

      Sì, la ripetizione “…piccoli piccoli gesti…” è voluta, ma a dirla tutta, era una che non mi suonava tanto bene (insieme al titolo) e difatti, da persona competente ed attenta quale sei, la hai subito notata. Vedrò di rimediare. Sono lusingata dai tuoi complimenti per la mia scrittura. Grazie Marco.

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