Il dovere di vivere

“Non è potere della fortuna, non è, come alcuni sciocchi credono, così facile vincere chi non voglia esser vinto: tiene giogo la fortuna solo a chi sé gli sottomette.”

[Giovan Battista Alberti, “Della Famiglia“]

Mi diletto un pochino a spendere qualche inutile parola su di un argomento da sala d’attesa: la casualità assurta a giudice della nostra vita.
Domando quanto c’è, di veramente assodato, sul fatto che l’esistenza in genere sia regolata dal caso, dominata dall’imprevedibile, nei cui confronti chiunque è impotente, a partire da noi umani? A parer mio, ben poco si sa di sicuro sul tema della fortunosità della vita, alla quale io concedo poco credito o che, per lo più, rifiuto caparbiamente. La vera ed unica incertezza che accetto coscientemente ed umanamene temo, è il mistero della dipartita; legato comunque anch’esso, al filo parallelo della virtù della speranza, fino all’ultimo istante.
Ben altro argomento è quello che riguarda se e come sia possibile avere un’influenza su quel che c’è di predestinato ovvero, sullo svolgersi dei fatti della vita; che siano essi dettati dal caso o no. Avere cioè, la capacità di stabilire noi, la piega che prenderà, ad esempio, la nostra condizione fisica, è davvero in nostro potere? Questo tema merita senz’altro molto più di una presentazione fatta di sole domande, molto più di una semplice ed unica risposta; se mai ce n’è. A mio parere, neppure un dibattito, servirebbe di contributo a formulare un’idea, chiarificante e condivisa, su ciò che rappresenta per ognuno di noi, la parola destino. Il suo significato è mutevole da individuo ad individuo e, non è identico persino secondo le stagioni e gli avvenimenti della vita di una stessa persona.
Rimango sempre molto perplessa quando il mio pensiero vaga per questi lidi e mi soffermo, sì a riflettere, ma piena di dubbi, comunque vada irrisolti. Non conosco risposte, la mia stessa vita altro non è, che una corona di punti interrogativi. Nella confusione di una sensazione di sospensione, anelo ad una qualche certezza od almeno chiarezza; mi addentro nella lettura curiosa, di quanti, esseri umani, migliori e più alti di me, nei secoli scrissero in merito, giungendo loro, a conclusioni confortanti o gelanti, a volte veri lampi di genio, soluzioni magnifiche e senza tempo, al dramma della vita.

“Io iudico bene questo, che sia meglio essere impetuoso che respettivo: perché la fortuna è donna ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla. E si vede che la si lascia più vincere da questi, che da quegli che freddamente procedono: e però sempre, come donna, è amica de’ giovani, perché sono meno respettivi, più feroci e con più audacia la comandano.”

[Niccolò Machiavelli, “Il Principe“]Testo Cavour

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(morte di Cleopatra) "...insomma, sembrava che il corpo non stesse molto meglio dell'anima. Tuttavia il fascino e la bellezza audace, per cui andava famosa, non erano spenti del tutto." [Plutarco, "Vita di Antonio"] Vedi tutti gli articoli di fede63

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