Interludio

“… semplicemente sostengo che è per il bello che tutte le cose belle sono belle.”

[Platone, “Fedone“]

Un’immensità di cose, sono quelle che io ignoro, di questo mondo. Sono cose che non so ancora, che mai saprò.
E’ una riflessione mia di ogni giorno, almeno ogni giorno ed ogni qualvolta, mi sorprende la scoperta di bellezze nuove e, maggiormente se, avviene fra quelle tali, che fanno parte dei miei interessi particolari.
Nel mio, tuttora immenso, ignorare, non ero ancora arrivata a sapere, che S. Ambrogio avesse composto sublimi preghiere in versi, vere poesie, con trasporto e bravura, ma anche con senso di intimità colloquiale, vere preghiere, dettate dalla mente e dal cuore di una grande figura di uomo della storia. Leggendone solo alcuni brani (che soli basterebbero, a parer mio, a riempire gran vuoto), ne sono rimasta toccata, anzi, più appropriato sarebbe dire “accarezzata”, per esprimere al meglio la sensazione beata, che infonde il leggerli:

Dio creatore di tutto
reggitore del cielo,
che il dì di luce, e grato
sopor la notte adorni,

sicché le membra sciolte
il sonno rende preste,
ricrei le menti stanche,
disperda ansie e dolori.

[Ambrogio]

Il queste due strofe, di quartine di versi settenari, i termini gentilissimi, nei quali si esprime l’autore, appassionato di Dio, quasi producono, un effetto di canto soave. E’ come se, con il solo uso delle parole, avesse evocato, concretizzato, un abbraccio al divino. Sono parole piene, ricche, come ad esempio: “tutto”, “luce”, “cielo”, ma anche consolanti, rigeneranti, come ad esempio: “grato”, “sopor”, “adorni”, “sonno”, “ricrei”, o piccole frasi, che rincuorano, come quella che infine recita: “disperda ansie e dolori”; tutto è magistralmente apposto nel punto esatto, con sapienza di letterato e fede religiosa fermissima, da “ispirato” umanista ante litteram, nel senso più cristiano del termine.
Necessario interludio, questi versi mi fanno tornare alla mente – rafforzandone in me la condivisione – le seguenti parole, di una figura di uomo di inizio ‘800, personaggio della letteratura ed altro:

… l’arte nella più alta espressione si confonde con la preghiera…”

[Federico Ozanam]donnina e pioggia

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(morte di Cleopatra) "...insomma, sembrava che il corpo non stesse molto meglio dell'anima. Tuttavia il fascino e la bellezza audace, per cui andava famosa, non erano spenti del tutto." [Plutarco, "Vita di Antonio"] Vedi tutti gli articoli di fede63

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