Essere forti

“E ricordiamoci che gli statuti, gli ordini politici, le leggi, son cose gettate al vento, finché gli uomini che se ne debbon giovare non sono migliori.
L’Europa, la società, le popolazioni, i governi, i capi delle nazioni, non vengon ora a fine di nulla; e sa il perché? Perché uno per uno tutti si val poco.”

[Massimo D’Azeglio, “I miei ricordi“]

“Essere buoni non significa essere deboli”. Era il titolo di un tema a svolgimento libero, che un professore ci aveva assegnato a scuola, anni fa. Ricordo le note lusinghiere, con le quali aveva elogiato in classe ciò che io avevo scritto in merito. Oggigiorno le mie povere considerazioni personali, apparirebbero superate, forse… comunque non saprei; una cosa di certo aggiungerei a qualsivoglia concetto: e cioè, che essere deboli viene dall’essere stupidi.
A volte, anzi, spesse volte, si commettono errori. Dappertutto, sulla terra, l’umanità intera, per sua stessa indole, è immersa in una palude di errori. Sono gli errori piccoli o macroscopici, che si susseguono ed intrecciano, in un cerchio senza fine; errori singoli ed anche errori collettivi.

“E dove fu la gloria per aver preso Roma, per quei barbari impetuosi che si riversarono nel Senato e trovarono i Padri fondatori seduti in silenzio, impassibili innanzi al loro successo?”

[Robert Louis Stevenson, “Elogio dell’ozio“]

Il primo e più esplicito biglietto da visita di una nazione od unione di nazioni e di tutto un popolo ovunque disperso, di fronte al resto del mondo, è la sua carta costituzionale ovvero, l’insieme di norme in virtù delle quali esso esiste e funziona e che lo rappresentano nell’universo; ciò è basilare, poiché come recita il proverbio, “è la regola che regge il convento” .
E sono proprio i primi articoli di tale documento, i più importanti e fondanti di tutto il resto di norme in esso contemplate, questi e non altro, non i nomi di importanti aziende nazionali ovvero di tutto ciò che prima o poi passerà. Sono quei “segnali”, che gli uomini da essi rappresentati, inviano al mondo intero ed a se stessi, affinchè si sappia di che pasta sono fatti.
Come sigilli duraturi, da cui prescindere non è possibile, imprimono la loro cifra di civiltà alla vita di tutti i cittadini, ora e per sempre, per il loro bene. Tutti sono portati a leggerli, non potendo sfuggire neppure ad uno sguardo sommario e superficiale, ed un errore nella fase di elaborazione di questa parte del documento costituzionale, condizionerebbe il significato degli articoli seguenti e di tutta la sua comprensione in assoluto.

“Errori furono commessi dentro e fuori le mura di Troia.”

[Orazio]

Ho voluto scrivere questa introduzione, ad un articolo che vorrei di seguito riportare, nelle sue parti salienti. Era pubblicato all’interno di un periodico ad indirizzo religioso; l’unico in cui mi sia riuscito di trovare certe notizie a riguardo dell’argomento in esso trattato e cioè, sulla vera origine della bandiera dell’Unione Europea e del suo simbolo: le dodici stelle in circolo. Le cose che dice sono davvero illuminanti ed invitano, senza toni arroganti e faziosi, alla riflessione sugli errori che si compiono ad ogni livello ed anche, a quanto questi errori si dovranno, presto o tardi, pagare cari, da parte di tutti noi; oggi più che mai evidente.

L’origine della bandiera europea

Le 12 stelle della bandiera europea: “Il sito ufficiale della Comunità Europea nasconde l’origine cristiana del simbolo”. Quelle dodici stelle […] sono legate al culto della Vergine Maria e svincolate dal numero degli Stati aderenti. A sostegno di tutto ciò c’è la vera storia di quella bandiera blu e delle dodici stelle dorate che sui siti ufficiali si guardano bene dal raccontare. Il concorso di idee per il nuovo vessillo fu vinto, nel 1950, da un pittore non molto conosciuto: Arsène Heits.
Lo spunto per il bozzetto […] gli venne dalla “Medaglia Miracolosa” che portava al collo. Un’immagine coniata dopo l’apparizione della Madonna a Catherine Labouré nel 1830. Proprio in quella circostanza la Vergine indicò di rappresentare sulla medaglia le dodici stelle della corona posta sul capo della donna dell’Apocalisse, e Bernadette Soubirous portava la “Medaglia Miracolosa” legata al collo con uno spago l’11 febbraio 1858, quando le apparve per la prima volta la Signora vestita di bianco e di blu. Questi due colori colpirono il presidente della commissione che doveva scegliere la bandiera dell’Europa, l’ebreo belga Paul M.G. Levy, che, probabilmente, vide in essi i colori dello Stato d’Israele, da poco nato. Arsène Heits non svelò la provenienza biblica del simbolo, ma lo ammise solo in seguito.
Il numero dodici compare ripetutamente nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Dodici erano i figli di Giacobbe, le tribù d’Israele, gli apostoli di Gesù, le porte della Gerusalemme celeste, le edicole dell’antica basilica lateranense cattedrale di Roma, San Giovanni.
La bandiera fu adottata dalle istituzioni europee nel 1955 in una cerimonia che si svolse l’8 dicembre: festa dell’Immacolata Concezione. E nel 1985 il vessillo fu fatto proprio da tutti i capi di stato e di governo dell’Unione Europea, e da allora ne divenne l’emblema ufficiale.
Peccato che tutto questo non sia scritto nel sito ufficiale. E allora si capisce che la rimozione delle radici giudaico-cristiane nel preambolo della Costituzione Europea ha origini che vengono da lontano.

Carlo Baroni

“…E’, no, la guerra in fondo
non è cosa civile:
d’incivilire il mondo
il genio mercantile
s’è addossata la bega:
Marte ha messo bottega.”

[G. Giusti]bandiera europea

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(morte di Cleopatra) "...insomma, sembrava che il corpo non stesse molto meglio dell'anima. Tuttavia il fascino e la bellezza audace, per cui andava famosa, non erano spenti del tutto." [Plutarco, "Vita di Antonio"] Vedi tutti gli articoli di fede63

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