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“Indossava un cappellino giallo molto grazioso ed una mantellina nera civettuola.”

[Fedor Dostoevskij, “Le notti bianche“]

Il tema del look vintage mi accompagna oramai in ogni aspetto della vita. Non si tratta solamente di vestire, abiti ed accessori correlati: è una questione di gusti, di stile. Ed è anche divertente.

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Quello che presento è un abito confezionato di metà anni ’70, originale, sempre facente parte del guardaroba della mia mamma. E’ un abito intero, sul genere robe manteau (perdono, perdono per ogni mio errore di scrittura), in rasatello di viscosa, di un certo spessore. Pur rimanendo in ambito estivo, trovo che sia più adatto a vestire la fine della stagione, proprio per la sua “pesantezza”: per il tessuto in sé, il taglio e la fattura, dalle grandi pieghe baciate sul davanti della gonna svasata al fondo, doppiato sul davanti del corpino tramite una abbottonatura tutta particolare, che nasconde una serie di laccetti interni e su tutto, un importante risvolto del collo, che non si adatta alla calura afosa dell’estate locale; è un collo particolare nella sua foggia, che veste molto e che quadruplica il peso della stoffa; insomma, sono tutti accorgimenti sartoriali più indicati per una mite mezza stagione che per una torrida estate.
A completarne la vestibilità, non casuale, è dotato di una cintura dello stesso tessuto, che ha il pregio di spezzare ed unire allo stesso tempo.

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Ma la particolarità di questo abito non risiede solo nel modello, anzi, semmai è proprio nella fantasia della stoffa, che disegna motivi geometrici su di un fondo nero, con l’aggiunta di altri tre colori, sapientemente disposti, come per i quattro frutti base di una macedonia: righe disegnate da una matita in bianco ed in rosso, con prevalenza del primo, disposte parallelamente quasi a caso, in varie direzioni e che si interrompono l’una contro l’altra; hanno l’effetto di camuffare il buio dello sfondo. Si intersecano a queste altri motivi bicolore a cerchi concentrici, che si staccano dal fondo per la luce dei colori usati: un vivace rosso geranio, abbinato a contrasto a quel più serio color tabacco, sempre molto presente nella sua epoca. Ricordo che il colpo d’occhio, nella mia infanzia/adolescenza, mi faceva tornare alla mente i motivi grafici di una sigla televisiva, di una nota serie a puntate a cui tanto mi appassionavo: le avventure di Arsenio Lupin… bei tempi.

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Ho trovato nella mia collezione, dei bottoni griffati Valentino, roba degli anni ’80, di un bel colore rosso, leggermente aranciato, in bachelite madreperlata, con cui sostituire la serie degli originali, in quanto uno ne era danneggiato, mancante della parte superiore; avrei preferito farne a meno, perché mi piacevano e non se ne trovano facilmente in uguali riproduzioni, figuriamoci poi gli originali.

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Alla voce accessori ho provveduto appena: con queste scarpe semiaperte e la piccola borsa a tracollina, con catena metallica, richiamanti il rettile di pelle lucida, ma di colori nettamente ed appositamente diversi, entrambi ben abbinabili con l’abito. Non mi sono spesa molto, ma naturalmente, è solo una delle tante soluzioni pensabili.
Aggiungo che il risvolto del collo di questo abito è così particolare e così importante, da essere un vero invito alle spille, a cui è quasi impossibile resistere; le spille, revival dei nostri giorni, alla mia mamma piacevano tanto.

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“Quanto agli abiti, aveva di che vestirsi fino alla fine dei suoi giorni…”.

[Gustave Flaubert, “Un cuore semplice“]

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Tailler di sartoria anni ’60 autentico. Era della mia mamma, cucito su di lei.
Modello di gonna leggermente a trapezio, con cuciture verticali e piccole pieghe doppie cucite e rifinite da trapunti sul davanti. Giacca ampia e corta, monopetto a tre bottoni, con scollo tondo e senza revers, spacchetti laterali sul davanti e finte tasche con pattine esterne, maniche a tre quarti.
Capo molto ben conservato, anche nelle fodere interne, indossabilissimo. Stoffa ormai introvabile. Colore verde in voga alla sua epoca, rifinito poi da me, qualche anno fa, con l’aggiunta di un set completo di bottoni in bachelite verde pino cerchiati in oro satinato, a loro volta autentici vintage anni ’70.
Linea ideale per l’indosso con camicette dal collo importante e vistoso o, per valorizzare un foulard.
Ancora più chic, se abbinato a guanti da giorno. Ne conservo alcune paia autentico vintage anni ’50, della mia mamma, di cui uno in filo di cotone bianco panna, con la parte sotto realizzata in fitta maglia e la parte sopra lavorata a traforo, il bordo profilato in delicato camoscino in tinta.IMG_20160723_155237
Per le scarpe, mi oriento verso modelli decolleté attuali, ma comunque di linea classica (è in genere il mio stile, la mia “regola aurea” delle calzature) o, al più, qualche tipo che io definisco “alla Alice” ma, studiato, tacco non altissimo né mai raso terra.

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Per quanto riguarda le calze a rete e maxi rete, esse sono una mia preferenza durante la mezza stagione.
Per ridare contemporaneità al tutto, nonché per esigenze pratiche della vita femminile moderna, mi servirei dell’abbinamento con la borsa; anche se io ho scelto qui un genere vintage: una piccola tracolla “Zefir” in vera pelle, di un raro color verde bottiglia, che possiedo autentica anni ’80. Ma è solo un suggerimento per uno dei tanti possibili abbinamenti, una scelta dettata del tutto dai miei gusti e, forse, anche un po’ troppo ricercata.IMG_20160723_160919IMG_20160723_161030
Infatti, di recente vi ho abbinato tra l’altro, anche un nuovo modello di borsetta da passeggio non griffata, di media misura e di colore arancio vivo, profilato in nero, con minuteria metallica dorata; il tutto richiamato nei colori dal foulard in seta e dalle scarpe nere da giorno che indosso nella foto postata.

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Devo rilevare che questa scelta aveva l’effetto di ravvivare e svecchiare molto l’insieme, che altrimenti apparirebbe alquanto datato, seppure bello.
Le borse grandi non mi piacciono. Sarà anche perché non si addicono alla mia statura: come si vede bene dalle foto io non sono una maniquè, ma, mi onoro di avere gli stessi centimetri di note dive del cinema, prima fra tutte la amata ed indimenticabile Marilin.

vedi anche: “Vintage 2” ,

“Vintage 3”,

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