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Dati personali

“I suoi occhi esprimevano il fuoco che ardeva in lui e il disprezzo dei vani giudizi degli uomini…”

[Stendhal, “Il rosso e il nero“]
Non smetterò mai, di fermare la mia attenzione sulle cose semplici, ovvie, comunemente di nessun interesse…
Sembra risibile, sciocca persino e perciò, resta spesso tutta nascosta nel mio cuore, questa mia attrazione voluttuosa per i DATI PERSONALI.
“…tutta la sua persona le procurava quel turbamento che ci prende alla vista di uomini straordinari.”

[Gustave Flaubert, “Un cuore semplice“]
Sto alludendo stavolta, all’ebbrezza scivolosa, che sale ai miei occhi, quando mi capita di guardare in privato lo spettacolo tutto mio delle belle mutande “all’americana” che ha indosso mio marito, mia passione e diletto: mentre si appresta a tirarsi giù i pantaloni (nulla a che vedere con roba ed atteggiamenti da donna) e sotto, mette in mostra la virilità del suo lato migliore, vestito di camiceria, nel raffinato cotone azzurrino, stoffa rifinita e curata nei dettagli, tagliata e cucita ad arte (dove e come serve), che io stessa mi occupo di stirare, con l’appretto della mia scostumata fantasia e della mia più rossa vergogna.
“Perdonate non lo farò più; mi è scappato di bocca, ma come volete che in un momento simile non ci sia il desiderio…”

[Fedor Dostoevskij, “Le notti bianche”]
E’ un vedo-non vedo, per me, una vera istigazione alla sfacciataggine, verso l’uomo più serio del mondo e della mia vita; la mia audacia contro la sua fermezza, la sua dignità matura, irremovibile e tentatrice, contro un paio di boxer, tanto seri e classici quanto provocanti, che sensualmente circondano e mostrano due cosce da giocatore di rugby. Adesso però si gioca qui, la vera partita. Qualsiasi regola, io la accetto…
“Andate a capire quest’uomo! Tuttavia, signor inflessibile, voi non potete non lodarmi perché ho un animo così semplice. Io vi ho raccontato tutto, tutto, tutte le sciocchezze che mi sono passate per la testa.”

[Fedor Dostoevskij, “Le notti bianche”]

Un ritratto

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Yo-yo

“Tecnica peculiare dell’ironia non è altro che la figurazione mediante il contrario”

[S. Freud]

Tra le tante cose che, per non avere io fissa occupazione, mi manca il tempo di fare tutte, vado periodicamente spulciando fra le pagine di un quotidiano cartaceo, fra un po’ di quelle copie che il “Don” riceve a casa sua dietro abbonamento e che tiene da parte per me, a volte senza avere avuto neppure il tempo di sfogliarle, a causa dei suoi tanti impegni parrocchiali.
Con un po’ di ritardo sulla data di stampa, io me li porto via per mettermi alla ricerca di dritte in fatto di recensioni di libri, di studi specifici, ecc… che collimino con i miei vari interessi, per lo più di genere umanistico, e la mia sete di “cultura generale”; cerco, fra le righe di articoli inseriti in sezioni generalmente poco legate alla più stretta quotidianità, in quell’ultima parte, dove sono sempre in tempo a leggere, perché in certo qual senso essa non va “in scadenza”, né il giorno dopo, né più avanti nel tempo.
A volte ritaglio ciò che giudico valga la pena essere conservato, appuntandovi sopra la data di stampa (per la precisione), per poterli leggere con più calma ed attenzione in un secondo tempo e, per potermi disfare da subito di tutta quella gran parte di carta stampata che, a partire dal giorno dopo (o anche dal giorno stesso, purtroppo), non serve a niente.
Personalmente sono convinta che, non tutto ciò che si trova nella Rete possa essere certificabile o sia verificabile: intendo le fonti. Ma del resto, anche altrove è meglio andare cauti e cercare riscontri, per quanto sia nelle nostre possibilità e capacità.
A volte mi capita di scoprire delle curiosità da ricopiare, tra il serio e il faceto, di quelle che uno vorrebbe mostrare e far leggere ad altri, per condividerle, per condividerne insieme l’effetto che fa…
La seguente è proprio una di queste, di qualche anno fa. L’ho trascritta in più occasioni, ovviamente sulla fiducia e, certamente molti la conosceranno già; io non ne sapevo nulla e la trovo curiosamente inquietante, in senso positivo; spunto di riflessione e di originale doppio senso umoristico; anche se ad un certo punto, nel leggerla, seppur con attenzione e sforzo di concentrazione, io mi perdo, dietro il filo di un ragionamento, che per me si contorce sempre più, simile ad una spirale, elastica… come in un gioco.

Sono diventato mio nonno
di Mark Twain

Un uomo di Fialdelfia si è suicidato ed ha lasciato questa lettera:
“Mi sono sposato con una vedova. Questa vedova aveva una figlia. Mio padre si è innamorato della mia figliastra e l’ha sposata. In questo modo mio padre è diventato mio genero. La mia figliastra è diventata la mia matrigna, perché è la moglie di mio padre. Mia moglie ha avuto un figlio che è il cognato di mio padre, visto che è il fratello di sua moglie, che è in realtà mia figlia. Anche mio figlio è diventato mio zio, dato che è il fratello della mia matrigna. Inoltre la moglie di mio padre ha messo al mondo un bambino che è naturalmente mio fratello (figlio di mio padre) e nello stesso tempo mio nipote, in quanto figlio della mia figliastra. Ecco perché mia moglie è mia nonna (in quanto madre della mia matrigna). E dato che è mia moglie, io sono diventato simultaneamente suo marito e suo nipote. Poiché il marito della nonna è naturalmente il nonno, sono diventato perciò mio nonno. E in queste condizioni non posso più vivere.”maglieria trecce

 


sms

scritti a penna… da qualche parte.
Sono storia.

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“Idolo a me stesso sono diventato, ferendo la mia anima con le passioni. Accoglimi pentito e alla tua luce attirami. Non mi divori il nemico: pietà di me mio Salvatore.”

[ Andrea di Creta]

 
– “Quando sei al cospetto di uno squalo cosa è meglio fare? Agitarsi oppure reggere il gioco e mostrare il mio miglior sangue freddo?” –

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“Anche se tu vedessi un altro cadere manifestamente in peccato, o commettere alcunché di grave, pur tuttavia non dovresti crederti migliore di lui; infatti non sai per quanto tempo tu possa persistere nel bene. Tutti siamo fragili; ma tu non devi ritenere nessuno più fragile di te.”

[ Imitazione di Cristo]

 
– “Scivoli sempre sulle bucce di banana, per poi tornare sui tuoi passi a chiedere scusa. Ma chi te lo fa fare?” –

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“Le nostre imperfezioni, figliuol mio, ci devono accompagnare sino al sepolcro: noi non possiamo camminare senza toccare la terra, vero è però che non bisogna coricarvisi, né rivolgervisi, ma non bisogna anche pensare di volare perché noi siamo nelle vie dello spirito come piccoli pulcini, che non abbiamo ancora messe le ali.”

[Pio da Pietralcina]

 
– “Comunque le mie non sono vere e proprie lamentele, ma come al solito semplici provocazioni… e tu, puntualmente ci cadi dentro.” –

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“Curioso fatto, che il vivere arrabbiato piaccia tanto! Vi si pone una specie di eroismo.”

[Silvio Pellico, “Le mie prigioni“]

 
– “Tu sei in guerra contro tutti, fai la guerra sempre, fai la guerra anche quando fai l’amore. Con te sono giunta alla conclusione che in realtà le donne non ti piacciono.” –

– “Perché mi stai avvelenando a piccole dosi.” –

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“Una volta deciso che la cosa può e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo.”

[Abraham Lincoln]

 
– “Prendimi sul serio: per quel che mi riguarda è tutto finito. Noi non ci vedremo mai più. Buona fortuna.” –

Dafne_Lumachina
“La vita è abbastanza lunga se impiegata al bene. Ma quando si consuma tra la lussuria e nessuna buona causa, alla fine ci accorgiamo di averla dissipata.”

[Seneca, “De brevitate vitae“]